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MERCATO DI ATARAZANAS

MERCATO DI ATARAZANAS

L'attività marittima e commerciale di Malaga contribuì alla costruzione di altri monumenti particolari della città, tra cui il cosiddetto Las Atarazanas, che inizialmente era un atelier navale con una doppia funzione, marittima e terrestre. Dal punto di vista marittimo, permetteva l'ingresso delle barche da riparare, dal punto di vista terrestre invece conservava la documentazione di tipo amministrativo. Sulla facciata dell'edificio originale che dava sul mare si aprivano sette archi. L'arco più a sinistra era il più monumentale ed è stato ora inserito nella nuova costruzione del mercato. Gli scudi situati nella fascia dell'arco ci permettono di datarlo e di attribuirlo all'epoca nazarí del regno di Mohamed V (1354-1391).

Nel XIX secolo l'edificio, dopo essere stato usato come caserma ed ospedale militare, era praticamente in rovina. Nel 1822 si richiese la demolizione di una parte dell'edificio, le grandi torri, che impedivano il passaggio in quella zona. Il 31 ottobre 1840 la Deputazione Provinciale dichiarò a favore del Comune la demolizione delle torri. Nel 1868, la Giunta Rivoluzionaria decretò la distruzione dei resti delle mura per offrire lavoro alle classi sociali povere e la costruzione di un mercato, visto che in città esistevano vari punti vendita ma tutti all'aperto e quindi poco igienici.

Poco dopo la costruzione fu portata a termine e si conservò solo la porta di marmo bianco grazie ai signori Rucaba e Riva, e all'Accademia di San Fernando a cui apparteneva la proprietà della stessa che la cedette all'Accademia di San Telmo, che a sua volta la consegnò al Comune a condizione di integrarla nel mercato. Dopo la fase di ammortamento, il Comune divenne proprietario dello stesso e decise di far costruire il Mercato Centrale della città chiamato Alfonso XII e conosciuto anche come Mercato di Atarazanas, prendendo il nome dall'edificio mussulmano che si trovava sullo stesso terreno.

Come possiamo osservare oggi, il mercato ha una pianta leggermente trapezoidale ed è formata da tre navate. Ha una struttura principalmente metallica che si completa con pietra e muratura. Sulla facciata principale, la porta di ingresso sembra centrata sotto il grande arco nazarì ricostruito 25 metri più avanti rispetto alla sua posizione originaria.

Si tratta di un arco la cui struttura è leggermente appuntita, formato da pietre da taglio ben inquadrate in marmo bianco che non richiede calcina (questi pezzi sono stati montati e smontati più volte). Attorno vi è una cornice muraria rettangolare e nei circoli centrali grandi scudi di tipi castellano con striscia diagonale e un'incisione "Dio è l'unico vincitore, acclamatelo". Per facilitarne l'integrazione con il resto dell'edificio, fu aggiunto un corpo superiore in pietra arenaria e due laterali di minor importanza, illuminati da finestre con archi a ferro di cavallo.

Nella parte superiore dell'edificio, questo frontone corrisponde ad un frontone triangolare metallico su cui si apre un arco e una vetrata. I timpani sono decorati con ornamenti circolari che rappresentano: individui, pesci e cornucopie e un viso umano. Il resto della superficie sembra coperta da decorazioni vegetali leggermente plasmate in ferro. Dal punto di vista artistico questo mercato offre contributi importanti. Innanzitutto il disegno che si integra in modo adeguato ai diversi resti storici, in secondo luogo è funzionale e ha un'illuminazione naturale adeguata e la ventilazione necessaria per un edificio di questo tipo. La scelta del ferro dimostra il carattere innovativo e la funzionalità di un edificio di utilità pubblica.

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